3 Cose da Fare Per Massimizzare La Visibilità su Facebook Dopo il No ClickBait

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Cos’è il click-bait

Ad agosto Facebook ha annunciato la nuova modifica all’algoritmo di News Feed che cambia il modo in cui vengono distribuiti i links pubblicati dalle pagine Facebook.
Sicuramente questo ha inciso e inciderà in modo diverso sui vari brand che operano su Facebook. Qualcuno potrebbe verificare crolli nei livelli di traffico alla propria pagina, qualcun altro potrebbe constatare un incremento.
Quello che accadrà a ciascuna pagina Facebook dipende in larga misura dal modo in cui fino ad oggi ciascuna pagina ha creato e condiviso i links.
Il Click-Bait è il modo di condividere link in cui il titolo o commento persuade a fare click sul link senza spiegare di cosa tratti il contenuto cui punta il link. Questo è un esempio di click-bait:

click-bait-facebook

Il click bait è diventato sempre più in uso soprattutto negli ultimi tempi, popolando le bacheche degli utenti di post che sono stati notati dagli amministratori di Facebook i quali hanno monitorato la situazione sino alla decisione di modificare l’algoritmo in modo da filtrare i click baiting links.

Facebook infatti ha interrogato i propri utenti con una survey e ha scoperto che l’80% degli intervistati preferisce links accompagnati da titoli che aiutano a comprendere il contenuto dell’articolo condiviso. 

Ovvio si dirà, ma così ovvio non è dal momento che per mesi il fenomeno è stato in progressivo incremento. Il meccanismo su cui i “click-baiter” hanno tentato di fare leva è noto – la curiosità – , l’obiettivo anche: condurre l’utente sul proprio sito. Dunque fuori da Facebook.

Una guerra dei mondi si potrebbe dire, dal momento che sia Facebook sia i click-baiter hanno come obiettivo quello di portare l’utente sul proprio sito e lì mantenerlo il più a lungo possibile.

Quello che tuttavia ha destato l’attenzione di Facebook è stato lo scarso rendimento prima, il pessimo gradimento poi, dei link condivisi con la tecnica del click-baiting.

Come funziona l’algoritmo di Facebook

Se l’obiettivo di Facebook è quello di massimizzare la permanenza dell’utente sulla piattaforma, è chiaro che è importante che gli utenti trovino contenuti interessanti.

Come fa Facebook a capire se un contenuto risulta interessante per un utente? Usando gli strumenti di cui lo ha dotato per dichiararlo più uno. Implicito.

Ecco come funziona l’algoritmo di Facebook spiegato da Facebook:

Un modo è quello di osservare quanto tempo le persone dedicano a leggere un articolo uscendo da Facebook.  Se le persone fanno click su un articolo e investono del tempo leggendolo, questo suggerisce che abbiano fatto click su un link di valore. Se fanno click su un link e tornano immediatamente su Facebook questo ci suggerisce che non abbiano trovato quello che cercavano. Con questo nuovo modo di leggere i clicks, inizieremo a tenere conto del tempo speso fuori da Facebook passando per un link condiviso su Facebook nel formulare il ranking dei posts che contengono links. 

Un altro fattore che proveremo ad usare, oltre a mostrare un minor numero di questo tipo di posts, sarà il rapporto tra i click e i commenti e le condivisioni. Se molte persone hanno aperto un link, ma molto poche hanno fatto click su Mi piace, oppure hanno commentato il post ritornando su Facebook questo suggerisce che le persone non hanno fatto click su un link interessante.

Quindi il nuovo algoritmo di Facebook tiene conto di due elementi:

a) permanenza sul sito esterno a Facebook

b) engagement

Mentre rispetto al primo elemento non abbiamo modo di monitorare rispetto al secondo invece i dati insight di Facebook ci consentono di capire come è percepito il rendimento dei link condivisi e se il nuovo algoritmo di Facebook ci penalizzerà.

E se oltre ai dati raw usiamo anche un indicatore specifico come il Click-Engage Rate è chiaro che la leggibilità del nostro posizionamento diventa chiara. Puoi scoprire come calcolarlo leggendo il mio post 1 Indicatore per Monitorare le Performance su Facebook Dopo il No ClickBait.

3 Cose da Fare subito per migliorare la visibilità su Facebook

La maggior parte dei web marketer e dei gestori delle pagine Facebook tende a reagire eccessivamente ad ogni cambiamento di Facebook. Soprattutto in Italia dove rappresenta uno dei social più frequentati.

È evidente che il nuovo algoritmo di Facebook impatta su ogni pagina Facebook che condivida links ma è altrettanto chiaro, come dimostrano il CER e il CTR a confronto che non esiste nessun problema per i link capaci di coinvolgere i propri utenti. Ancora una volta è importante la qualità dei contenuti.

#1 Monitorare le metriche su Facebook Insight

In primo luogo, è necessario monitorare le performance degli ultimi link pubblicati. Se la vostra pagina rientra nel caso3 non cambierà nulla al ranking dei vostri post.

Il problema si pone nei casi 1 e 2. Il caso 1 è il tipico caso in cui rientrano le strategie di click bait, se, volenti o nolenti, rientrate in questo caso è necessario ripensare non tanto alla social media strategy quanto al content marketing strategy. In altre parole è importante capire subito come mai i vostri utenti non reputano interessanti i contenuti che condividete e come fare a migliorarli.

Il caso numero 2 invece è delicato e richiede alcune considerazioni ulteriori. Il basso CTR potrebbe comunque avere un impatto sul ranking complessivo, perché è in qualche modo indice che un basso numero di utenti ha ritenuto tanto interessante il contenuto linkato da voler seguire il link. In questo caso limite l’algoritmo di Facebook userà come discriminante il tempo speso sul link esterno dagli utenti che hanno fatto click.

#2 Condividete i link come farebbe un utente

I format per condividere i link sono di tre tipi:

a) lo standard link share, ovvero la condivisione tradizionale copiando il link nel testo del post, in automatico Facebook inserisce la thumbnail, il titolo e la descrizione:

Screenshot 2014-09-10 17.40.36
b) Foto + link: il link viene inserito nel testo del post ma viene rimossa l’anteprima e sostituita con una foto caricata dal computer:
Screenshot 2014-09-10 17.43.49
c) Link+testo: il link viene incollato nel testo del post e rimossa l’anteprima, senza alcuna ulteriore aggiunta di contenuto visivo. Questo è un tipo di condivisione molto poco usato, soprattutto con la diffusione di informazioni relative alla maggior efficacia dei contenuti visivi.

Qualunque sia la vostra strategia, non cambiatela. Alcuni brands, temendo la censura del click baiting hanno iniziato a condividere link usando il format link+foto, il risultato è stato un decremento dell’engagement. Se la vostra strategia ha funzionato fino ad adesso non modificatela, l’algoritmo ha una memoria storica e tiene in considerazione le performance ottenute fino ad oggi.

Se notate un calo di impressioni dei vostri post lavorate sui contenuti, non sul format.

Per quanto riguarda le strategie di condivisione su Facebook cercate di condividere contenuti come farebbe un utente: un utente condivide post usando lo standard link share: vede il post, lo apre, lo legge, ritorna su Facebook, lo condivide/clicca Mi piace o commenta.

#3 Ottimizzare i contenuti per Facebook

Secondo le policies di Facebook i “buoni” link puntano a contenuti che hanno valore per l’utente, che lo coinvolgono in modo attivo.

Non si tratta unicamente di Mi piace o click sui link.

Facebook pone l’accento sull’interazione tra l’utente e il contenuto. Il tempo dedicato alla lettura del contenuto, i commenti e le condivisioni stanno conquistando un ruolo sempre più decisivo nella scelta dei contenuti da mostrare agli utenti.

Creare contenuti interessanti e capaci di coinvolgere e creare interazione tra gli utenti richiede una strategia che nasca dalla comprensione dei bisogni dei propri utenti e della capacità di creare contenuti ritagliati su queste esigenze. Sono i contenuti a far tornare gli utenti e a renderli advocate del brand.

 

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